Caso Diciotti, i magistrati di Catania vogliono indagare Conte, Di Maio e Toninelli

Gli atti presentati da Conte, Di Maio e Toninelli alla Giunta per le immunità sono stati consegnati alla procura di Catania. E mentre per lunedì è atteso il voto del “Tribunale del Popolo” (grillino) che dovrà decidere se concedere o meno l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, il “caso Diciotti” si colora di un nuovo capitolo. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, infatti, i pm etnei (guidati da Carmelo Zuccaro) sarebbero pronti a iscrivere nel registro degli indagati anche il premier e i due ministri.

Fonti giudiziarie assicurano che l’indagine nei cronfronti di ToninelliDi Maio e Conte sarebbe “automatica”. Questo, ovviamente, porterebbe il fascicolo d’indagine all’attenzione del tribunale dei ministri di Catania che, valutate le carte, dovrà decidere se archiviare o precedere contro i tre esponenti del governo. In questa seconda ipotesi, i giudici dovrebbero richiedere alle giunte per le immunità delle Camere l’autorizzazione a procedere, proprio come sta avvenendo in questo momento per Salvini.

La vicenda è al centro del dibattito all’interno della maggioranza. Lunedì, come detto, il M5S dovrebbe far votare i suoi iscritti sulla piattaforma Rousseau la decisione sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Gli ortodossi, contrari ad ogni “immunità”, vorrebbero far fare alla giustizia il suo corso. I governisti, invece, tendono a considerare questo un caso diverso dagli altri. Sia Di Maio che i colleghi di governo hanno ribadito nei giorni scorsi la tesi dell’esecutivo: sulla Diciotti sono state fatte scelte “collegiali” per convincere l’Europa a cedere sulla redistribuzione dei migranti. Dunque il titolare del Viminale va assolto.

Il ministro dell’Interno, intanto, nei giorni scorsi ha presentato la sua linea difensiva in una memoria scritta, tra accuse a Malta di aver dirottato i migranti e legittime scelte di ordine pubblico. Il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, ha già proposto il “no” all’autorizzazione perché “il governo ha agito per finalità previste da Costituzione“. L’ago della bilancia, però, sarà il M5S. Per il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, il via libera ai giudici “non va concesso” perché “parliamo dell’operato di un governo intero, di un Consiglio dei ministri che ha agito collegialmente”. “Conte, Toninelli e Di Maio – ha detto nell’intervista a Maria Latella su Sky Tg24 – hanno consegnato al tribunale dei ministri le loro memorie, dicendo che hanno partecipato a questa scelta“. Ma ora tutto è in mano alla piattaforma Rousseau e agli attivisti grillini. “Sono tranquillissimo – assicura Salvini – gli Italiani sanno che ho agito per il loro bene e la loro sicurezza“.

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Con fonte Il Giornale