I famosi “troll russi”? In realtà erano americani: un’altra figura di mer… della sinistra russofobica anti-Putin




I famigerati “troll russi” che avrebbero influenzato le presidenziali americane, la Brexit e favorito l’avanzata populista in Europa e in Occidente? In realtà, come riferisce l’inchiesta della Commissione Intelligenca del Senato degli Stati Uniti, sono americani: Un’altra figura di merda della sinistra, non solo americana, russofobica anti-Putin.

Roma, 10 gen – Inizia a vacillare la narrazione delle interferenze russe nelle elezioni di mezzo Occidente – i famosi “troll russi” che avrebbero influenzato, tra gli altri, Usa2016 e Brexit –, spinta da stampa progressista, agenzie di intelligence e sconfitti democratici nelle tornate elettorali.

Secondo quanto citato da un’inchiesta esclusiva de Il Giornale, a sua volta basata su articoli del New York Times e del Washington Post, lo scorso dicembre la Commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti ha pubblicato un documento che analizzerebbe la portata delle intromissioni di Mosca nelle elezioni che videro Trump come vincitore. Tra i redattori dell’atto di accusa c’è la società di cybersecurity New Knowledge. Il fatto “curioso” è che l’azienda in questione non solo possiede dei bot russi, prodotti negli Usa, ma li avrebbe anche utilizzati per manovrare l’elezione del senatore dell’Alabama Roy Moore. In realtà la società voleva simulare in una vera elezione le supposte tecniche di influenza russe usate nel 2016. Si trattava quindi di un esperimento, su scala troppo ridotta perché avesse una qualche influenza sui risultati.

Gli ideatori del progetto crearono una finta pagina Facebook di conservatori dell’Alabama, usandola per cercare di dividere i Repubblicani e supportando l’endorsement di un altro candidato per togliere voti a Moore. Il piano prevedeva anche il collegare la campagna di Moore a migliaia di account russi che avevano improvvisamente iniziato a seguire il candidato su Twitter: uno sviluppo della situazione che attirò l’attenzione dei media nazionali. “Abbiamo orchestrato un’elaborata operazione ‘false flag’ [falso allarme] che dava l’idea che la campagna di Moore fosse amplificata sui social media da botnetrussi”.

“Il progetto di ricerca è stato concepito per aiutarci a capire come operano questo tipo di campagne”, ha dichiarato Jonathan Morgan, amministratore delegato della New Knowledge. “Abbiamo pensato fosse utile lavorare nel contesto di una vera elezione, ma orchestrandolo in modo che non avesse impatto sui risultati”. Ma come potevano esserne al 100% sicuri? La pagina Facebook dell’esperimento è stata poi sospesa. Ora potrebbe profilarsi l’ipotesi dell’apertura di un’inchiesta, dal momento che l’esperimento è stato condotto all’insaputa degli elettori. Ad ogni modo questo caso getta ombre sulla teoria – accreditata dai servizi segreti di mezzo mondo – delle tanto vituperate influenze russe nelle elezioni dell’Occidente.

Di Cristina Gauri

Con fonte Il Primato Nazionale

TITOLO, COMMENTO, IMMAGINE - ©RISCATTONAZIONALE - Seguici su Facebook e su Twitter