Manovra, Matteo Salvini avverte la dittatura Ue: “Volete vedere i gilet gialli anche in Italia? Avete visto Parigi?”




Il vice premier Matteo Salvini si perpara alla battaglia finale con l’Europa sulla manovra e avverte la dittatura eurocomunista di Bruxelles:  “Volete vedere i gilet gialli anche in Italia? Avete visto le scene di Parigi?”

Il testo subirà delle modifiche, ma il ministro degli Interni manda un messaggio chiaro a Bruxelles: “Io penso che sia un percorso, io sono quello che sono, rimango quello che ero prima di essere ministro e non cambio. Credo che gli italiani ci stiano premiando per la coerenza. È chiaro che se vado a Bruxelles e faccio due passi in avanti e mi mettono due dita negli occhi, non è un affronto al governo ma agli italiani. Vogliamo scene come quelle di Parigi? Mi rifiuto di pensare che a Bruxelles per uno zero virgola mandino commissari e sanzioni”. Di certo il nodo pensioni è uno di quelli che pesano di più sulla manovra. Il superamento della Fornero è stato più volte criticato da Bruxelles, ma Salvini non farà passi indietro su Quota 100. Ne fa invece uno in avanti sui tagli alle pensioni d’oro, un provvedimento fortemente voluto finora dai grillini: “Il taglio delle pensioni d’oro e dei vitalizi sono simboli di giustizia ed equità sociale”, afferma il vicepremier.

Poi torna ancora sulle polemiche legate all’ecotassa: “L’auto in Italia è già ipertassata senza bisogno di inventarsi nuove tasse”, ha affermato ai microfoni di Mezz’ora in più di Lucia Annunziata. Poi parla anche del suo alleato di governo, Luigi Di Maio: “Non è Giggino, è Luigi Di Maio… Io lo chiamo così. A Milano sarebbe Luis…”. A questo punto frena le voci circolate nelle scorse settimane sullo spauracchio di una patrimoniale: “È la cosa più lontana dall’idea della Lega. E è così anche per i nostri alleati di governo”. Infine ribadisce la sua fermezza nel duello con l’Europa: “Prima viene il Paese e poi la critica politica: ci si può dividere sulle leggi, ma se andassimo a Bruxelles a trattare uniti saremmo una potenza. Spero ci rispettino come Paese, siamo un Paese fondatore”.

Con fonte Il Giornale

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