“Qui non lo vogliamo”: i patrioti di Forza Nuova “annullano” il concerto del “rapper” Bello Figo a Reggio Emilia




REGGIO EMILIA – “Qui non lo vogliamo”: dopo l’avvertimento dei patrioti di Forza Nuova e anche grazie alla dura presa di posizione del consigliere di centro-destra, Elena Diacci, è stato annullato il concerto del sedicente “rapper” Bello Figo a Reggio Emilia per ” preservare l’incolumità delle persone”. Tradotto: evitare che il fankazzisti a che vuole “scopare le donne bianche” fosse cacciato a calci dai militanti del movimento nazionalista di Roberto Fiore.

Timori per la sicurezza dei partecipanti e il concerto del rapper Bello Figo previsto per dopodomani a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato annullato, «onde evitare spiacevoli inconvenienti e per preservare l’incolumità delle persone».

Lo ha deciso Mob, la società che aveva organizzato l’evento. Una sorta di autocensura dopo la scia di polemiche che si è susseguita nei giorni scorsi. Il caso è scoppiato quando il Comune ha negato il permesso di svolgere la serata in programma inizialmente nei capannoni dell’ente fiera, appigliandosi a cavilli burocratici, perché «la domanda era stata presentata in ritardo».

Così, era stata trovata un’altra location, una discoteca, in cui il cantante 26enne nato in Ghana e cresciuto a Parma avrebbe dovuto esibirsi nel giorno dell’Immacolata. Poi le furibonde polemiche da parte del consigliere di centrodestra Elena Diacci e da Forza Nuova che aveva anche «minacciato» di presentarsi al concerto per manifestare il proprio dissenso. «Qui non lo vogliamo», il leitmotiv.

L’artista è da tempo nell’occhio del ciclone per il suo modo irriverente di fare rap con controverse parodie e satire su temi come l’immigrazione. Diverse sono state le date annullate sempre per le pressioni da parte delle frange di estrema destra che in alcuni luoghi avevano pure riportato scritte aggressive sui muri nei confronti del rapper: l’ultimo «delete» è avvenuto in Svizzera, a Bellinzona, nel Canton Ticino, nell’ottobre scorso e in precedenza pure a Brescia, per due volte, e a Roma, dove doveva cantare agli ex Magazzini Generali. E mentre i politici reggiani esultano per la vittoria, la società Mob precisa con amarezza: «Nessuna paura, la decisione di annullarlo è stata presa semplicemente per evitare che qualcuno si facesse male a causa di eventuali rivolte insensate. Abbiamo avuto senso di responsabilità, perché la musica dovrebbe essere libera espressione, amore e unione. Bisognerebbe lasciare alla gente il divertimento, ci auspichiamo si impari a riconoscere la satira»

con fonte Giornale Di Brescia

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