Giudice comunista del CSM: “Il ministro Salvini è un ragazzino che danneggia le istituzioni”. Costretto a scusarsi




Il giudice comunista e membro della corrente eversiva Magistratura Democratica, Giuseppe Cascini, insulta il ministro degli Interni: “Salvini è un ragazzino che danneggia le istituzioni”. Costretto a chiedere scusa dopo la bufera e le dure critiche degli altri membri del Consiglio Superiore Della Magistratura. Urge una riforma della giustizia seria per mettere in riga i magistrati e cacciare a calci chi approfitta del proprio ruolo per fare politica di sinistra.

Continua lo scontro tra politica e magistratura. Dopo gli screzi di ieri tra Salvini e Spataro, oggi anche il Csm entra a gamba tesa contro il ministro dell’Interno.

E lo fa per voce di Giuseppe Cascini, esponente di Area, “gruppo autonomo della magistratura associata” che raccoglie le toghe rosse (nata dall’unione tra Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia-art.3).

Al plenum del Consiglio superiore della Magistratura, questa mattina Cascini ha preso la parola per commentare quanto successo ieri tra il ministro dell’Interno e il procuratore capo di Torino sulla presunta “anticipazione” del blitz contro la mafia nigeriana. Spataro accusava il titolare del Viminale di aver rischiato di “danneggiare” il “buon esito” di una una operazione ” ancora in corso”. Una querelle smontata dal leader della Lega, che in diretta Facebook ha rivelato di aver ricevuto in un sms una comunicazione ufficiale ben un’ora e mezza prima di complimentarsi con le forze dell’ordine attraverso il famoso tweet. “Non possiamo trascinare il Paese e le sue istituzioni nel mondo dei social – ha attaccato Cascini – non siamo ragazzini e se un ragazzino assume un incarico istituzionale bisogna fargli capire che non è più un ragazzino e che deve avere un atteggiamento consono al ruolo”.

L’intervento della toga di Area ha scatenato le proteste del laico di Forza Italia, Alessio Lanzi. Il quale, nel corso del dibattito, ha chiesto un “un intervento formale” del vicepresidente David Ermini “perchè è inconcepibile che si parli come al bar definendo ragazzino un ministro della Repubblica”: “Definire un ministro un ragazzino – ha detto Lanzi i- nel momento in cui ci si lamenta di un ‘vai in pensione’ detto a chi ci andrà tra 15 giorni, mi sembra un’esasperazione di toni”. Canscini ha quindi precisato la sua posizione, facendo un passo indietro e sostenendo non aver “mai chiamato ragazzino il ministro dell’Interno”: “Mi guarderei dal farlo non ho inteso dire questo, mi sono espresso male e chiedo scusa”.

Queste, però, erano state le sue parole: “Dobbiamo difendere le istituzioni, difendere anche l’istituzione ministero dell’Interno, anche da chi oggi ricopre quel ruolo se danneggia quell’istituzione. Non possiamo ridurre tutto a chi fa la battuta più veloce, a chi dice la cattiveria più intrigante: è una cosa che fanno i ragazzini a scuola”. Il ministro dell’Interno, aveva aggiunto il togato di Area, “non può pensare di rispondere in quel modo a un rilievo critico, fosse anche infondato, con inammissibile dileggio, scherno e irrisione di fronte a un servitore dello Stato”. Critiche sono arrivate anche dal togato di Magistratura indipendente, Corrado Cartoni: “Un ministro non può essere definito un ragazzino”, ha detto

con fonte Il Giornale

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