Invasione in Spagna, ministro attacca Salvini: “Brutale con i migranti”. Lui: “Difendiamo cultura e identità europea”




In SpagnaE già emergenza invasione islamica dopo la chiusura dei porti italiani da parte del governo populista. Il ministro degli esteri spagnolo attacca il ministro Matteo Salvini: “È da notare come i migranti”. La replica del vicepremier: «Non rispondiamo a insulti da parte di governi e ministri favorevoli a un’immigrazione fuori controllo. Noi ci teniamo alla sicurezza, alla cultura e all’identità dei popoli europei».

Sui migranti è partito l’attacco della Spagna contro l’Italia. Lo scontro in atto è tutto in un’intervista al quotidiano economico tedescoHandelsblatt, in cui il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, critica Matteo Salvini e la sua politica sui flussi migratori, di cui anche la Spagna deve assumersi il carico di responsabilità come tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. Ma il ministro spagnolo del governo socialista  fa molta propaganda e disinformazione quando afferma: «Salvini fa una politica non solo a spese della Spagna ma a spese dell’intera Europa». E ancora: «Viola l’idea di Europa con la sua politica di isolamento», che il ministro spagnolo definisce «brutale». Ma quant’è bella l’accoglienza con i porti degli altri. L’isteria del ministro spagnolo è lampante. L’Italia con il governo Lega-M5S ha ottenuto il risultato di mettere il tema migranti al centro delle politiche europee condivise. Il problema è che qualcuno non vuole condividerle, troppo “viziato” da anni di governo di centrosinitra che ha fatto dell’Italia un colabrodo aperto ad ogni sbarco. Ora non è più così.

Il problema immigrazione non è più solo dell’Italia, ma è di tutti. Anche in Germania, obietta infatti l’intervistatore, «il governo tedesco porta avanti ora una politica che non ha più niente a che vedere con la cultura dell’accoglienza del 2015». Risposta: «In un certo senso potrebbe essere così – risponde Borrell -. Ma questo non cambia il fatto che attualmente esistono due narrazioni diverse in Europa: da un lato ci sono Paesi come l’Ungheria, la Polonia, l’Italia e anche l’Austria, che vogliono costruire nuovi muri ai loro confini nazionali, più sono alti e meglio è. Dall’altra parte ci sono Francia, Germania, Spagna e Portogallo. Si sforzano di compiere un percorso comune. Anche loro dicono “non tutti possono venire”. E sono convinti che non si possono solo chiudere i confini, ma gestire i flussi migratori e indirizzarli in canali ordinati» conclude Borrell.

La replica di Salvini

Ma la sua versione è disonesta intellettualmente: L’Italia vuole disciplinare il fenomeno flussi, cosa mai fatta con i governi passati.  E questo smaschera chi aveva abusato dell’accoglienza incontrollata da parte dell’Italia. Infatti Salvini a stretto giro di posta ha replicato al ministro spagnolo e a questa narrazione irricevibile, non rispettosa dei fatti, che si vorrebbe propalare. Non si perde in chiacchiere, dà una scudasciata: «Non rispondiamo a insulti da parte di governi e ministri favorevoli a un’immigrazione fuori controllo. Noi ci teniamo alla sicurezza, alla cultura e all’identità dei popoli europei».

Con fonte Il Secolo D’Italia

redazione riscatto nazionale.org

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