Brescia, 22 richiedenti asilo vogliono farsi mantenere senza lavorare: il sindaco di Zone li espelle dal paese




BRESCIA – Ventidue finti profughi, fankazzisti e scansafatiche, si rifiutano di collaborare con il Comune di Zone, in provincia di Brescia, per pulire i sentieri, ma vogliono continuare a farsi mantenere gratis a spese degli italiani. Il sindaco li caccia dall’ostello in cui erano ospitati e dal paese.

Pretendevano di stare lì senza fare nulla e si rifiutavano di dare una mano al Comune a pulire il sentiero.

Così, ieri, 22 richiedenti asilo hanno dovuto fare le valige e lasciare l’ostello di Trentapassi di Zone, nel Bresciano. “A me dispiace sul piano umano, perchè questo provvedimento può avere il sapore di una punizione, ma non si poteva transigere sul versante dell’autorevolezza – dice Marco Zatti, sindaco di Zone -. Ne arriveranno altri, di profughi. Si riparte da zero. Spero che col nuovo gruppo si instauri un clima di reciproca collaborazione”.

Zatti, in cambio dell’ospitalità, aveva chiesto solo un po’ di “collaborazione” per pulire il sentiero delle piramidi d’erosione, un’area che fa parte, tra l’altro, della riserva naturale della Regione Lombardia. Nessuno tra gli immigrati, però, ha accettato e così il sindaco ha chiesto per iscritto al prefetto Annunziato Varde di intervenire, allontanando alcuni dei soggetti che all’ostello Trentapassi condizionavano le scelte del gruppo con posizioni intransigenti.

Tutto, comunque, è avvenuto senza tensioni: i profughi erano stati informati in mattinata del trasloco, nel pomeriggio hanno preso i loro effetti personali e, a bordo di un autobus, hanno lasciato il paese. sono stati portati in un’altra struttura di accoglienza, da dove saranno poi smistati in varie direzioni. I 22 africani, d’età compresa fra i 18 e i 25 anni, sono stati portati in un’altra struttura di accoglienza, da dove saranno poi smistati in varie direzioni.

Con fonte Il Giornale

redazione riscattonazionale.org

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