“Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”: 20 avvisi di garanzia alle Ong MSF e Save the Children




Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: è questa l’accusa della procura di Trapani nei confronti delle Ong “scafiste” Medici Senza Frontiere e Save the Children. Notificati 20 avvisi di garanzia ai rispettivi equipaggi e personale. Le Ong: “È solo un atto dovuto per le indagini”.

Palermo – La Procura di Trapani ha notificato 20 avvisi di garanzia a componenti l’equipaggio della nave Juventa e a personale di Medici Senza Frontiere e Save the Children nell’ambito dell’inchiesta sul favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina che un anno fa portò al sequestro dell’ imbarcazione “Juventa” dell’Ong tedesca Jugend Rettet .

I componenti dell’ equipaggio e quelli delle due associazioni sono stati identificati: l’avviso di garanzia si è reso indispensabile perché gli investigatori devono compiere accertamenti tecnici irripetibili su alcune utenze telefoniche.

Save The children: «Atto dovuto»

In merito alle notizie sull’inchiesta della Procura di Trapani, Save the Children dichiara in un comunicato: «Si tratta di un atto dovuto per consentire di partecipare all’ispezione dei dispositivi elettronici sequestrati alcuni mesi orsono, permettendo di esercitare il diritto alla difesa. Di fatto l’unico modo per farlo è quello di iscrivere le persone al registro degli indagati. Siamo certi che tutti i componenti del nostro staff abbiano sempre svolto il proprio compito nel pieno rispetto dei regolamenti e delle procedure interne e sotto il pieno coordinamento del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo della Guardia Costiera (IMRCC). Apprezziamo pertanto il provvedimento del Procuratore che è volto a garantire alle persone coinvolte la partecipazione, attraverso i loro rappresentanti legali e consulenti di parte, all’ispezione dei dispositivi elettronici».

Cosa era successo, dalla Juventa alla Vos Hestia

La Jugend Rettet è oggetto di un’inchiesta della procura di Trapani e della polizia che travolge l’Ong con la pesante accusa di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». La nave Iuventa, battente bandiera olandese, era stata sequestrata nel porto di Lampedusa su ordine del gip Emanuele Cersosimo. Almeno tre gli episodi, avvenuti il 18 e il 26 giugno scorsi e il 10 settembre 2016.

Le indagini della squadra mobile di Trapani e dello Sco (il servizio centrale operativo della polizia) hanno messo in luce un sistema di collusione tra i trafficanti di esseri umani e l’equipaggio della Iuventa secondo le accuse. Soprattutto le intercettazioni sono state il “la” per gli inquirenti sui rapporti tra equipaggio e trafficanti. Come scrive Grazia Longo in questo articolo, “la leader del team della Iuventa, Katrin, e un ragazzo, ignari di essere intercettati in mezzo al mare «parlano del previsto inizio missione per la mezzanotte del giorno successivo». In tutta questa vicenda la Ong non ha poi voluto firmare il codice di condotta voluto da Minniti (qui in dettaglio).

L’inchiesta poi si è allargata con perquisizioni su altre navi tra cui la Vos Hestia , nave appartenente a Save the Children. La perquisizione era scaturita da un rapporto congiunto che Polizia, Sco e Guardia Costiera avevano fatto arrivare ai pm lo scorso 5 ottobre. L’ipotesi era quella che a bordo della nave fossero stati trattenuti documenti inerenti alla gestione di alcuni trasbordi di immigrati clandestini nel tratto di mare immediatamente vicino alle acque territoriali libiche.

Già nel decreto di sequestro della Iuventa il gip Cersosimo del Tribunale di Trapani aveva fatto più volte riferimento alla Vos Hestia, spesso in contatto con la Iuventa per trasbordare gli immigrati che venivano portati sotto bordo della ong tedesca dai barchini condotti dai trafficanti e scafisti. Peraltro le condotte in mare tenute anche della Vos Hestia erano state segnalate all’autorità giudiziaria da un agente dello Sco apposta infiltrato a bordo della nave, come se fosse stato dipendente di una società incaricata della sicurezza, la Imi Security Service.

Con fonte Il Secolo XIX

redazione riscattonazionale.org

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