Sindaci 5 Stelle fuori controllo: anche Raggi si beffa della legge e registra un bambino senza mamma




I sindaci eversivi fuorilegge del Movimento Cinque Stelle si stanno scatenando in tutta Italia. Dopo l’atto illegale di Chiara Appendino con la registrazione di un povero bambino senza padre di due pervertite lesbiche, anche Virginia Raggi si beffa della legge e registra una povera bambina acquistata con l’abominevole utero in affitto a cui è stato negato un padre.

Eccoli i sindaci Cinque Stelle. Dopo il gesto di Chiara Appendino che, da primo cittadino torinese, aveva consentito la registrazione di un figlio a due madri lesbiche ora si accoda a ruota anche Virginia Raggi che permette a due padri gay di registrare un figlio all’anagrafe della Capitale.
Ed è la prima volta in assoluto per Roma. Esulta il legale dei due padri gay rivelando la vicenda e sottolineando che i tecnici del Comune di Roma «per la prima volta» hanno effettuato «una trascrizione completa e “spontanea”, ovvero senza l’intervento di un giudice” di una bimba nata in Canada riconoscendone subito i due papà, tali grazie alla gestazione per altri».

Poche ore fa era emersa anche un’altra vicenda identica, a Gabicce Mare, piccolo comune della riviera marchigianna, dove due gemelli, “figli” di due padri gay, erano stati registrati all’anagrafe della cittadina nota negli anni ’70 per una delle discoteche più cool d’Italia. I due padri gay, residenti a Gabicce, si sono “sposati” civilmente e, poi, hanno fatto nascere i due bambini, una coppia di gemelli, un maschio e una femmina, negli Stati Uniti.

La coppia, residente a Gabicce Mare, si è poi presentata presso i Servizi Demografici del Comune di Gabicce per trascrivere il provvedimento straniero di nascita dei due bimbi, con il supporto dello stesso avvocato della coppia di Roma, già piuttosto noto proprio perché si occupa  in Italia di questo tipo di casi.

E, infatti, ora il legale, parlando della coppia romana di padri gay, sottolinea l’importanza della nuova vicenda, «sia per il ruolo della Capitale, sia per la prassi che apre»: «vabbé che arriva l’estate al mare, ma mica c’è stato solo Gabicce nelle settimane scorse. Anche il più “piccolo” Comune d’Italia ha assunto una decisione importante. Prima “indotti”, poi a seguito di una loro autonoma valutazione tecnica, gli uffici della Capitale hanno, per la prima volta, tutelato dei bambini romani riconoscendo loro due padri a tutti gli effetti. Ai papà va il merito di aver resistito con pervicacia in questo intento e ai tecnici della Capitale il mio grazie per aver approfondito il tema con dedizione e competenza scevra da pregiudizi».

Ma qual’è il meccanismo giuridico attivato alla base della decisione? Lo spiega lo stesso legale: «La pronuncia della Corte di appello di Roma del 15 febbraio 2018, fino ad oggi tenuta riservata, conferma che non è contrario all’ordine pubblico il riconoscimento delle sentenze canadesi che riconoscono ai tre figli della coppia il secondo padre, ordinando a Roma Capitale, che non aveva proceduto alla trascrizione, di dare seguito alla richiesta dei padri. Gli uffici comunali hanno eseguito prontamente l’ordine giudiziario e oggi i tre bambini hanno documenti che menzionano a pieno titolo entrambi i genitori. Sarà il secondo caso analogo a Trento di cui si dovrà occupare la Cassazione».

Il 23 aprile era stata la volta delle due lesbiche torinesi supportate dalla prima cittadina grillina Chiara Appendino. In quel caso si trattava, in assoluto, del primo riconoscimento alla nascita di un bimbo di una coppia omosessuale. Dopo aver annunciato nei giorni precedenti la sua intenzione di dare pari diritti anche «forzando la mano», il 23 aprile l’Appendino aveva firmato, da sindaca, l’atto che riconosce Niccolò Pietro come figlio di Chiara Fogliettavicecapogruppo del Pd in consiglio comunale, e della compagna Micaela Ghisleni.
Insieme alle due lesbiche, all’anagrafe di Torino c’erano altre due coppie, due gay e due lesbiche, per le quali è stato trascritto l’atto di nascita dei bambini, nei loro casi nati all’estero

Con fonte Il Secolo D’Italia

Redazione riscattonazionale.org

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