La bufala sulla trattativa Stato-mafia: un assist della magistratura rossa per la nascita del governo M5S-PD?




La bufala sulla trattativa Stato-mafia, come l’ha definita Il Tempo, “stranamente” tirata fuori dalla magistratura rossa durante le fasi cruciali per la nascita del nuovo esecutivo, senza prove schiaccianti e senza conoscere i mandanti, sembra proprio un assist al Movimento Cinque Stelle per la formazione di un governo abusivo con gli sconfitti del PD. Luigi Di Maio, infatti, coglie subito la palla al balzo: «Le condanne mettono una pietra tombale su ogni ipotesi di interlocuzione con Forza Italia». I Cinque Stelle non sono molto differenti dalla vecchia sinistra, sempre pronta a seguire il vento che spirava dalle Procure della Repubblica.

(Il Tempo) – Onore ai carabinieri Mori, De Donno, Subranni. Onore a questi tre eroi che hanno l’unica colpa di non essere stati ammazzati dalla mafia. Onore a loro e alle loro famiglie che con disgusto, incredulità e commovente dignità incassano dallo Stato 12 anni di condanna ciascuno.

L’assurdo è divenuto sentenza. L’ abominio giuridico è realizzato, complice l’inchiesta su quella boiata pazzesca che è la “trattativa” Stato -mafia e che per “padri” ha avuto i pm Di Matteo e il suo ex collega Ingroia. Ciò che non poteva/doveva accadere, che mai sarebbe dovuto accadere, perché mancavano prove, indizi e ogni minima logica, è invece accaduto; e dovrebbe obbligare il Csm a fare luce su un processo portato avanti per forza ideologica, per pregiudizio e, perché no, anche come rampa di lancio per nuove e fallimentari carriere politiche.

La condanna degli ex ufficiali del Ros Mori, De Donno e Subranni (insieme a quella di Marcello Dell’ Utri) porterà a ritenere che chi ha catturato Riina abbia “trattato” con la mafia, che chi è stato assolto nei processi paralleli, basati sugli stessi fatti, si sia reso colpevole di aver fatto patti oscuri con Cosa nostra…

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redazione riscattonazionale.org

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