Renzi: “Salvini restituisca i 48 milioni”. E suo cognato restituisca i 6 milioni ai bambini poveri dell’Africa




Ecco cosa diceva il leader del PD (Partito Defunto) Matteo Renzi il 4 luglio scorso al Messaggero sulla sentenza della Cassazione che ha ordinato di sequestrare i fondi del Carroccio: «La Lega Nord deve 48 milioni di euro ai cittadini italiani lo dice una sentenza, lo dicono i giudici non lo dice un senatore del partito democratico».

«Questo grande richiamo all’onestà sembra venire meno. Avevano promesso che sarebbero venuti in Parlamento a riferire. Stiamo aspettando che il ministro Salvini venga a raccontare che fine hanno fatto i soldi della Lega. Nel frattempo che è impegnato a chiudere i porti bisognerebbe che aprisse il portafoglio perché quei soldi non sono della Lega sono dei cittadini».

Ora il pagliaccio di Firenze chiederà ai bravi cognatini di restituire i 6,6 milioni di dollari destinati ai poveri bambini affamati dell’Africa?

Firenze, 9 ago – “Aiutiamoli a casa loro” è un concetto che non sembra mai essere piaciuto alla sinistra. Forse perché una parte degli aiuti per l’Africa finivano a tutto tranne che nel continente nero? Ne sembra convinta la Procura di Firenze, che sta indagando su un giro di denaro che arriva a coinvolgere anche Matteo Renzi.

Ridotto l’ex premier a “senatore semplice”, del cosiddetto Giglio Magico – la cricca di soggetti che ruotavano attorno al fu sindaco di Firenze – si continua invece a parlare. Protagonisti, questa volta, sono i fratelli Conticini, che stando alle accuse degli inquirenti avrebbero dirottato cospicui fondi destinati all’aiuto dei bambini africani.

I capi d’imputazione sono pesanti: si va dall’autoriciclaggio all’appropriazione indebita aggravata e toccano anche Andrea Conticini (indagato per riciclaggio), noto alle cronache per essere nientemeno che il cognato di Renzi. Stando a quanto ricostruito dagli uomini della Guardia di Finanza, i fondi provenivano dalle raccolte di beneficenza dell’organizzazione Play Therapy Africa. Si parla di almeno 6 milioni di euro, che invece che finire nel sostegno allo sviluppo del terzo mondo venivano impiegati in investimenti in società e in immobili, oltre all’acquisto di quote di società (come la Eeventi 6 e la Quality Press) legate proprio alla famiglia Renzi. Alla faccia della cooperazione internazionale.

Di Nicola Mattei

con fonte Il Primato Nazionale

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